Frattura del bacino e fisioterapia

Le principali cause delle fratture di bacino sono i traumi diretti: una caduta a terra, un colpo diretto al bacino, un incidente in moto o in auto. Soprattutto negli anziani capita di subire fratture al bacino per banali cadute in casa.

Ogni frattura, e in particolare ogni paziente, vengono trattati secondo protocolli specifici di trattamento. Nella riabilitazione delle fratture tutti i cicli fisioterapici seguono delle fasi terapeutiche.

Le fasi principali del recupero fisioterapico dopo una frattura del bacino

È fondamentale limitare al massimo il movimento per consentire un’accelerazione dei tempi di formazione del callo osseo, e soprattutto per essere sicuri che avvenga una corretta calcificazione. Nei casi in cui si inizia a muovere e caricare un’articolazione che non ha completato la calcificazione della frattura, c’è un alto rischio che si sviluppi una condizione di pseudoartrosi.

  • A seguito dell’autorizzazione ortopedica, è consentito l’inizio del ciclo riabilitativo. Il primo obbiettivo è il drenaggio della parte colpita, poiché rientra fra gli elementi che favoriscono la formazione dell’osso e il recupero della mobilità dei tessuti vicini alla frattura.
  • Come il paziente inizia a riprendere la mobilità, si inizia a lavorare sulla forza, rieducazione alla deambulazione e propriocezione
  • Recupero totale della funzionalità del movimento Programma di esercizi specifici che il paziente può eseguire anche a casa al fine di accelerare la guarigione e stabilizzare i progressi ottenuti.

Anatomia del bacino e tipi di fratture

Il bacino è una struttura ossea conosciuta anche con il nome di “pelvi”. Si tratta di una regione anatomica del corpo umano formata da diverse ossa: Ilio, ischio e pube. Sono queste ossa che possono presentare fratture in seguito ad un trauma, che può coinvolgere anche i distretti anatomici vicini, con cui si articolano o hanno rapporti anatomici:

  • femore: formando l’articolazione dell’anca (anche il femore e la sua testa, possono presentare fratture a seguito di traumi che coinvolgono il bacino o viceversa);
  • osso Sacro: (è un osso situato appena sotto le vertebre lombari) costituendo l’articolazione sacro-iliaca);
  • Coccige: situato sotto l’osso sacro, primitivamente la nostra coda.

Qual è la sintomatologia che caratterizza la frattura del bacino?

La sintomatologia che caratterizza la frattura di bacino varia a seconda di diversi elementi che vanno presi in considerazione come la gravità del danno.

È molto comune che nel nostro centro di fisioterapia giungano pazienti che devono eseguire la fisioterapia a seguito di una frattura composta di bacino, e per questo ora qui di seguito ti elencheremo le principali problematiche riportate in casi del genere:

  • Sintomatologia algica: il dolore è presente sia in corrispondenza del punto di lesione ossea che nei tessuti limitrofi, al punto che il paziente ha difficoltà a mantenere la semplice posizione seduta, in particolare nelle prime settimane dopo il trauma.
  • Impossibilità/forte riduzione delle capacità motorie: sia per la sintomatologia algica sia per la lesione che produce specifiche difficoltà a livello biomeccanico a seconda del punto di frattura.
  • Ematoma e gonfiore: la frattura compare sempre a seguito di un importante trauma che chiaramente coinvolge anche tutti i tessuti in prossimità dell’osso. La comparsa di un livido più o meno importante è un elemento classico dei segni clinici di ogni frattura. Sarà importante compito del fisioterapista provvedere al drenaggio di un eventuale ematoma / ecchimosi per evitare che si possano sviluppare delle calcificazioni intramuscolari.
  • Calore: è un fattore tipico dello stato infiammatorio, può essere utile l’utilizzo della crioterapia (applicazione di ghiaccio nella zona).

La diagnosi della frattura al bacino

Come ogni frattura, anche le lesioni ossee del bacino necessitano di una diagnosi del medico, quasi sempre ortopedico, fisiatra o medico dello sport. La diagnosi consta di un iniziale colloquio con il paziente (se non si trova in condizioni gravi) dove vengono chieste informazioni riguardanti i suoi sintomi, la sua storia clinica e l’evento traumatico. Segue poi una valutazione obbiettiva del medico mediante l’esecuzione di specifici test. Per la diagnosi di frattura l’esame più richiesto è la radiografia (conosciuta anche come RX), talvolta per condizioni più delicate può essere richiesta anche una tac (anche 3D) e/o una risonanza magnetica.

Fisioterapia per la frattura del bacino

È molto difficile che vengano operate le fratture al bacino, quasi sempre si prescrive un periodo di degenza al letto a cui segue un ciclo riabilitativo di almeno 30 giorni.

La riabilitazione di una frattura di bacino comprende diversi elementi:

  • Tecniche di terapia manuale, vengono eseguite dal fisioterapista allo scopo di trattare eventuali disfunzioni di movimento e massoterapia delle zone contratte.
  • Device riabilitativi, quelli che vengono applicati in casi del genere sono soprattutto: Laserterapia ad alta potenza, Tecar, Ultrasuoni, Magnetoterapia, Microcorrenti.

L’utilizzo dei mezzi fisici nel trattamento delle fratture del bacino è mirato alla biostimolazione, alla riduzione del dolore e dell’infiammazione dei tessuti molli che possono essere stati interessati dal trauma. Va inoltre menzionato il trattamento con onde d’urto nei casi in cui ci siano dei ritardi di consolidamento della frattura con il rischio che si vada in contro alla pseudo-artrosi.

  • Esercizi terapeutici, sono un elemento essenziale per accelerare i tempi di recupero e stabilizzare i progressi che si ottengono nel corso di una seduta. Nel caso della frattura del bacino gli esercizi hanno l’obiettivo di recuperare la muscolatura del tronco e degli arti inferiori per poter permettere alla persona di poter deambulare al meglio quanto prima e tornare il più velocemente possibile alla vita quotidiana.

 

Per approfondire clicca qui…Frattura del bacino

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