Paralisi di bell, come si manifesta e si cura

Un blocco improvviso della mimica del lato destro o sinistro del volto e con una ridotta capacità di movimento di questi tessuti. Sono queste le caratteristiche principale di chi viene colpito dalla paralisi di Bell, una condizione che al giorno d’oggi non si riesce a prevenire e non si cura con facilità.

Cos’è la paralisi di bell

La paralisi di Bell è una paralisi periferica del nervo facciale, che è il settimo degli undici nervi cranici, che colpisce soggetti adulti con maggiore prevalenza per il sesso maschile e quasi sempre in modo unilaterale. Solitamente si tratta di una paralisi periferica, poiché l’interessamento è distale rispetto al cervello.

Per poter comprendere al meglio l’aspetto clinico di questa patologia è importante dare qualche cenno di anatomia del nervo facciale. Il nervo facciale è il settimo dei dodici nervi cranici.

È costituito di due tipologie di nervi:

  • Il nervo facciale propriamente detto: che comprende le fibre motorie deputate all’innervazione dei muscoli mimici e di altri muscoli che derivano dal secondo arco branchiale. È questo il nervo interessato nella paralisi del facciale.
  • Il nervo intermedio del Wrisberg: che include le fibre sensitive e viscerali, fondamentali per la salivazione della bocca, la lacrimazione dell’occhio e le funzioni della mucosa nasale e palatina. Proprio per questo motivo il nervo di Wrisberg è considerato un nervo a parte.

Segni clinici della Paralisi di Bell

I segni clinici della paralisi di Bell si sviluppano molto rapidamente, ed entro le 48 ore raggiungono il loro picco massimo che può variare da una lieve distorsione della mimica facciale a un vero e proprio distorsione del volto:

  • Fronte liscia
  • Bulbo oculare rivolto verso l’alto
  • Sensazione di intorpidimento e debolezza del lato colpito
  • Abbassamento della palpebra
  • Difficoltà e a volte impossibilità a chiudere l’occhio, questo causa una secchezza dell’occhio
  • Piega naso labiale piatta
  • Abbassamento della bocca (dal lato colpito)
  • Scialorrea: ampia produzione di saliva
  • Dolore locale, diffuso e difficile da localizzare. Comprende la regione dell’orecchio, della mascella e della mandibola.
  • Difficoltà a parlare
  • Difficoltà a mangiare e a bere
  • Alterazione del senso del gusto

La durata della patologia è molto soggettiva, oscilla dalle due settimane nei casi più fortunati fino ai 5 mesi per i più sfortunati. Ci sono alcuni casi in cui la paralisi può protrarsi anche oltre i 7 mesi.

Le cause della Paralisi di Bell

Ad oggi non è stata ancora riconosciuta una causa ben precisa per questa patologia.

Quel che è certo è che spesso la paralisi di Bell è in concomitanza di un’infezione virale del Virus Herpes Simplex, il virus Herpes zoster (che provocano la varicella e il fuoco di Sant Antonio) e il virus Epstein-Barr, responsabile della mononucleosi, conosciuta anche come malattia del bacio.

Sono stati riconosciuti altri fattori di rischio che possono facilitare l’instaurarsi della paralisi di questo nervo come:

  • Stati influenzali;
  • Ipertensione;
  • Patologie infettive all’orecchio;
  • Patologie di Lyme;
  • Rosolia 
  • Farmaci

 

I rimedi fisioterapici per la Paralisi di Bell

La fisioterapia per la paralisi di Bell spesso avviene in concomitanza a una copertura farmacologica di antivirali o di corticosteroidi. Si ritiene che i corticosteroidi abbiano un ruolo fondamentale nel limitare la progressione della malattia se presi entro i primi due giorni dall’esordio.

Infatti se dovessi ritenere di essere affetto da questa condizione, recati prima possibile dal medico di base o al pronto soccorso, ogni ora che passa potrebbe risultare vitale per il tuo recupero. È molto importante garantire una protezione della cornea a causa dell’incompleta chiusura dell’occhio. Per questa ragione è indicato dal medico un utilizzo costante della lacrima artificiale, della soluzione fisiologica isotonica, di gocce di metilcellulosa e di creme specifiche che hanno lo scopo di igienizzare l’occhio e di mantenerlo lubrificato.

Il fisioterapista tratta questa condizione mediante l’utilizzo di:

  • Tecniche di facilitazioni manuali: si tratta di mobilizzazioni abbinate a movimenti attivi specifici allo scopo di stimolare il recupero del controllo neuromuscolare propriocettivo. Uno degli approcci più usati è quello della scuola Kabat, su cui ci soffermeremo tra poco. 
  • Mezzi ad alta tecnologia per ridurre il dolore, migliorare l’elasticità dei tessuti e controllare l’infiammazione.
  • Tecniche di taping neuromuscolare: al fine di dare uno stimolo continuo ai gruppi muscolari colpiti dalla paralisi nervosa.

L’approccio Kabat per la Paralisi di Bell

L’idea di questo approccio fisioterapico è scaturita a seguito dello studio e dell’osservazione dei movimenti degli atleti, che fece giungere Kabat alla conclusione che il movimento volontario è il risultato di un lavoro sinergico di più muscoli secondo delle traiettorie spirali o diagonali rispetto all’asse del corpo.

Questo approccio utilizza degli “schemi base”, che sono dei movimenti spirali e diagonali, dove al massimo allungamento muscolare segue il massimo accorciamento. In questo modo, con il costante aiuto manuale e verbale del fisioterapista, si riesce a riabilitare la corretta funzione e sinergia muscolare. Il fisioterapista mediante delle stimolazioni manuali, aiuta il paziente a recuperare la mobilità della parte del volto interessata.

Nelle prime fasi la metodica è applicata con il paziente supino sul lettino in modo che possa avere il massimo del rilassamento, mentre successivamente il paziente lavora da seduto e difronte ad uno specchio in modo che possa avere il massimo dei feedback riguardo l’esecuzione del movimento.

Non è un percorso breve, nelle condizioni di paralisi importanti sono necessari mesi di riabilitazione, che risultano essere indispensabili per consentire al paziente di recuperare il massimo della funzionalità.

Per approfondire clicca qui…Paralisi di Bell

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