Cervicale e sonno, i consigli del fisioterapista

Se la notte hai un sonno disturbato e al mattino ti sei svegliato con il collo rigido, con dolori cervicali e magari anche con il mal di testa, allora devi sapere alcune cose.

Questo tipo di disturbi sono comunemente tipici in quei pazienti che soffrono di disturbi del tratto cervicale, quella parte della colonna vertebrale che parte dalla base della testa e arriva nel punto dove il collo si unisce al tronco all’altezza delle spalle.

Un’importante premessa…

Molto spesso i pazienti pongono questo tipo di domande:

  1. Mi consigli una posizione in cui dormire per poter sfiammare la mia ernia cervicale?
  2. Se appoggio la testa sul cuscino mi fa male la cervicale, come posso farla passare?
  3. Quando mi stendo sul letto mi fa male la scapola e anche il collo, cosa posso fare?
  4. Ho una contrattura al trapezio che non mi fa risposare, come posso sfiammarla rapidamente?
  5. Ho mal di testa solo da sdraiata con dolore alla nuca e nausea, come posso guarire?

È importante premettere che non importa di cosa tu soffra nello specifico, poiché le strategie da utilizzare per dormire meglio sono le stesse in tutti i casi. Che tu soffra di rigidità muscolare, ai tendini, alle vertebre, di torcicollo, di vertigini e nausea, di cervicobrachialgia o di mal di testa, quindi, andremo a capire come rilassare la cervicale e far star meglio capo e collo in quanto strutture anatomiche.

Punto 1: Posso decidere in che posizione dormire e mantenerla per tutta la notte?

Quando ti svegli con i dolori al collo non puoi dare la colpa alla posizione in cui dormi, il nostro corpo è vigile e in grado di distinguere automaticamente le posizioni buone da quelle che vanno evitate.

Quando i muscoli e le vertebre cervicali sono in buono stato, i meccanismi e le posizioni che si assumono durante il sonno non sono un problema e si è in grado di dormire ovunque.

Quando si ha un sonno disturbato a causa della cervicale molto spesso è direttamente collegato all’infiammazione dei muscoli o delle strutture anatomiche della cervicale stessa come cervico-brachialgia, artrosi cervicale o ernia del disco.

In questa situazione, qualsiasi posizione può provocare dolore o sensazioni sgradevoli e trovare una posizione confortevole è sempre più difficile e ti puoi svegliare più volte a causa del dolore.

In questo caso hai proprio bisogno di un fisioterapista qualificato ed esperto nel trattamento dei disturbi cervicali.

Punto 2: Ho davvero bisogno di un cuscino cervicale e di un materasso ortopedico per dormire bene?

La riposta è ovviamente no.

Non sei nato con il dolore cervicale, quindi perché il cuscino che non ti ha mai causato problemi, improvvisamente dovrebbe diventare la causa dei tuoi mali?

Quindi, che tipo di cuscino cervicale devo usare?

Nessuno in particolare poiché ogni cuscino cervicale è standard e consigliare cuscini cervicali uguali per tutti con più o meno curvature per il collo è un errore e in alcuni casi può addirittura peggiorare la situazione. La cosa fondamentale da sapere è che non c’entra che cuscino usi, ma quanti ne usi e come li usi.

La colonna cervicale si adatta e si rilassa nella sua posizione naturale, libera da ulteriori stress meccanici, non esiste un’altezza ideale del cuscino, ma generalmente la cosa migliore sarebbe dormire senza il cuscino o con un cuscino basso che sostiene leggermente la cervicale. D’altra parte può risultare difficile dormire senza cuscino perché ognuno ha una morfologia diversa.

Il compromesso migliore è usare un solo cuscino e posizionarlo bene sotto testa e collo fino alla parte bassa della cervicale terminando all’inizio delle spalle, riempiendo così quella “conca” che naturalmente formano le nostre vertebre cervicali: in questo modo il capo e il collo sono sostenuti in una posizione di rilassamento, tutte le strutture sono “protette” e i recettori comunicano ai muscoli che possono “riposarsi” ed evitare di lavorare tutta la notte per reggere la testa.

Inoltre, c’è da dire che le posizioni di riposo cambiano a seconda della condizione clinica, quindi è possibile che l’altezza del cuscino consigliata in un primo momento possa variare durante il percorso terapeutico.

Tutto questo ragionamento va poi declinato in base alle posizioni assunte durante la notte. Alcune persone prediligono una sola posizione altri invece assumono diverse posizioni durante il sonno, per questo ogni soggetto deve essere seguito da un esperto per avere una consulenza su quale o quali cuscini utilizzare per riposare bene.

Punto 3: Quindi se la posizione, il cuscino e il materasso non c’entrano nulla con il mio problema, perché quando mLa cervicale, conoscerla per capirlai sveglio sono sempre rigido e dolente?

La motivazione riguarda la presenza o meno di alterazioni o disfunzioni a livello cervicale. Non importa quale sia realmente la tua patologia cervicale, poiché i sintomi che lamenti sono sempre gli stessi: dolore, rigidità, limitazione articolare e, talvolta, mal di testa. Tutti questi disturbi sono accomunati da deficit di vascolarizzazione delle strutture anatomiche della zona. Mentre di giorno la pompa muscolare fa il suo dovere e parzialmente limita questo deficit, di notte la storia cambia perché i movimenti sono molto più limitati, diminuisce ulteriormente l’afflusso di sangue ai muscoli e cioè non arrivano le adeguate quantità di ossigeno e nutrienti e non riescono ad essere eliminate le sostanze di scarto pro-infiammatorie. Le articolazioni non riescono a mantenersi lubrificate e in queste condizioni le strutture anatomiche, già di per sé sofferenti, scatenano il dolore e i sintomi cervicali.

Ma quindi, in conclusione, per far star meglio la mia cervicale come devo dormire?

Se soffri di problemi alla cervicale, invece di restare ancorato ai falsi miti del cuscino, del materasso e delle posizioni di riposo, forse è il caso di capire qual’è il reale disturbo alla base del tuo dolore e curarlo! Un fisioterapista esperto effettua una valutazione per poi creare un percorso terapeutico specifico per ogni paziente.

 

Come aiuta la fisioterapia 

Il trattamento fisioterapico è mirato e specifico al singolo caso, ed è generalmente diviso in tre fasi:

1- controllo del dolore e dell’infiammazione che prevede delle tecniche di terapia manuale o osteopatia insieme all’utilizzo di mezzi fisici come la tecarterapia o la laserterapia.

2- recupero dell’articolarità e del movimento, si intensificano le tecniche di terapia manuale, si riduce la terapia fisica e si introduce l’esercizio terapeutico per la riabilitazione funzionale.

3- stabilizzazione dei sintomi e il miglioramento delle performance motorie, introducendo l’allenamento terapeutico.

Non basta togliere il dolore, dobbiamo focalizzarci sul mantenimento della salute attraverso il miglioramento della qualità del movimento, nel soggetto sportivo come nelle persone di età più avanzata.

Per approfondire diversi aspetti sulla cervicale e il sonno clicca qui…https://www.fisioterapiaitalia.com/blog/cervicale-sonno/

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